In pochissimi giorni, tra lo stupore dei cittadini che non sanno ancora cosa stia succedendo, recinzioni e cancelli sono spuntati come funghi nel nostro amato parco che ora somiglia certamente più ad un lager che alla bella campagna che tutti abbiamo imparato ad amare in questi anni. Una lunghissima recinzione, degna delle zone di confine più calde del pianeta, corre per quasi un chilometro dalla parte della via Latina per chiudersi con un cancello addossato al recinto del cavallo (Casale Tarani)! Oltre allo scempio paesaggistico perpetrato (e allo sperpero di denaro) bisognerà ora vedere quali saranno le intenzioni dell’Ente Parco circa il libero accesso dei cittadini. Permettetemi di essere pessimista…
In calce il link al documento dell’Ente Parco che rende conto di questo “grande” progetto :
http://www.parcoappiaantica.it/it/docum/ProgettoRecinzioniPOR.pdf
sono stato stamattina e ho visto l’orrenda recinzione!la caffarella trasformata in un lager!e tantissimi cittadini some me stupiti e arrabbiati:ma com’è possibile sprecare denaro pubblico per realizzare un’oltraggio all’ambiente?e il comitato parco che fa?
Non sarebbe stato più logico realizzare un percorso “sicuro” per i tanti turisti che da Colli Albani attraverso il parco vogliono arrivare sull’Appia Antica e invece non trovano neanche un segnale?
tra telecamere, recinzioni-lager e chissà quali altra tecnologie che dovremo subire in nome delle politiche securitarie post-fasciste, tra non molto ci toccherà anche pagare qualche “card” per l’ingresso e poi passare attraverso un “body scanner???
Da: Marco su 12 ottobre 2011
alle 3:40 pm
Vi segnalo la presa di posizione del Comitato per Parco della Caffarella apparsa sulle pagine del sito:
http://www.caffarella.it/
in particolare:
http://www.caffarella.it/images/stories/Commento_alla_recinzione_in_Caffarella.pdf
Da: homo_caffarellensis su 18 novembre 2011
alle 6:37 pm
Al Parco della Caffarella la recinzione
che i cittadini non vogliono
di Gianluca Palma
Paese Sera http://www.paesesera.it/Politica/Al-Parco-della-Caffarella-la-recinzione-che-i-cittadini-non-vogliono
Realizzata con i fondi della Regione, la nuova recinzione secondo il comitato trasformerebbe l’area verde in un pollaio. Il presidente del consiglio del municipio IX Lombi: “Rientra tra i provvedimenti ritenuti necessari, al fine di mettere in sicurezza i luoghi che purtroppo hanno avuto negativamente una certa risonanza mediatica, per le vicende di violenza”. I cittadini: “I fondi stanziati potevano essere utilizzati per eliminare le discariche e le adduzioni abusive del fiume Almone”.
Il parco della Caffarella in questi giorni è al centro di una controversia fra il comitato cittadino del nono municipio e il Consiglio municipale, relativamente a una recinzione costruita di recente all’interno dell’area del parco, vicino largo Tacchi Venturi, quartier generale del comitato stesso.
L’ANTEFATTO – Giovedì 17 Novembre sul sito del comitato della Caffarella è stata pubblicata una lettera contro il prof. Claudio Lombi, Presidente del Consiglio del IX Municipio, che in un articolo pubblicato su “Il Pungolo”(n. 2/2011), esprime piena soddisfazione per la costruzione di “una recinzione di tipo palatina” che è stata scelta “nella sua tipologia e caratteristiche, in continuità con alcune recinzioni presenti”. Inoltre, il Presidente Lombi aggiunge che questa recinzione “rientra tra i provvedimenti ritenuti necessari, al fine di mettere in sicurezza i luoghi che purtroppo hanno avuto negativamente una certa risonanza mediatica, per le vicende di violenza” e che “il progetto è stato realizzato con i fondi regionali del 2008, con lo stanziamento complessivo di 1milione e 400mila euro, ed è bene ricordarlo, prende avvio su iniziativa della Regione Lazio nella passata legislatura, presentato il 23 Febbraio 2009 dall’ex assessore alla sicurezza Daniele Fichera”.
IL COMITATO – Ma il Comitato non ci sta e, nella lettera pubblicata sul proprio sito internet, denuncia “chi vuole trasformare la Caffarella in un pollaio. Inoltre tutti questi fondi stanziati dalla Regione potevano essere utilizzati per eliminare le discariche e le adduzioni abusive del fiume Almone, risanando i corsi d’acqua minori e le sorgenti oligominerali della Caffarella. Tra l’altro – proseguono – il prof. Lombi non specifica che del milione e 400mila euro stanziati dalla Regione Lazio per la Caffarella, ne sono stati spesi solo 200mila, come si evince dal sito dell’Ente Parco. I cittadini che si rivolgono a noi, chiedendoci spiegazioni a riguardo, non sono per nulla contenti di vedere la Caffarella recintata, inoltre si parla di installare telecamere e di proibire l’accesso notturno al parco e noi non le riteniamo misure adeguate per la messa in sicurezza del parco stesso”.
Il Comitato è impegnato da tempo nella valorizzazione dell’intera area e ribadisce: “invitiamo il Presidente Lombi a venire a trovarci per verificare lo scontento dei cittadini che popolano quotidianamente questo spazio, che non sono stati interpellati in questa decisione. Sono ben altre le misure che andrebbero prese per difendere il parco e garantire maggior sicurezza alle persone che lo vivono ogni giorno”.
UNA SCELTA INCOMPRENSIBILE – A dare il proprio sostegno al Comitato per la Caffarella è stato il Vice Presidente del IX Municipio, Gianluca Menghi, che in un comunicato stampa di ieri ha fatto sapere: “Esprimo pieno sostegno al Comitato per il Parco della Caffarella, la scelta di costruire una recinzione è incomprensibile e scellerata e deturpa un’area verde, senza tutelare la sicurezza di nessuno. Infatti, a pochi giorni dalla sua realizzazione, è stata già preda di ignoti che hanno aperto varchi in alcuni punti. Come assessore all’ambiente e vice presidente del IX Municipio, non posso esimermi dal costatare con rammarico, che tale scelta è frutto di un finanziamento regionale della Giunta precedente, confermato dall’attuale Giunta Polverini, nonostante il parere contrario espresso dal Municipio”.
Menghi ha inoltre sottolineato l’importante lavoro svolto dal Comitato per la Caffarella insieme al IX Municipio per la tutela e la valorizzazione della Valle, aggiungendo che “i 200mila euro spesi ad oggi dalla Regione, sarebbero stati più utili se utilizzati per i lavori di bonifica delle discariche tuttora presenti e per il recupero del fiume Almone”.
Da: homo_caffarellensis su 21 novembre 2011
alle 8:11 am
dalla Posta del Corriere della Sera:
http://www.corriere.it/
CAFFARELLA «Il Parco in gabbia» La nuova recinzione in rete metallica e pali di castagno ha trasformato i 5 ettari dell’ area antistante l’ ingresso al Parco della Caffarella in un grande pollaio. La recinzione deturpa a tal punto il Parco che a qualcuno ha ricordato le foto dei campi di sterminio. Il costo di quest’ obbrobrio per i contribuenti è stato di 200 mila Euro che si sarebbero meglio impiegati per eliminare le adduzioni abusive al che da decenni inquinano pesantemente il fiume Almone e le numerose sorgenti oligominerali nella sua valle. La recinzione termina con un cancello che pare verrà chiuso la sera, ingabbiando durante le ore notturne un’ area della Caffarella: la porzione più bella del Parco dell’ Appia Antica. Tanti cittadini che hanno lottato con noi per espropriare, proteggere e valorizzare l’ area ci hanno espresso la disapprovazione per questa recinzione perché si domandano: che ne sarà dei tanti podisti, fra cui alcuni di fama nazionale, che la sera corrono in Caffarella? Come faranno i cinofili a far muovere i loro cani la sera? Come effettuare le osservazioni astronomiche con le scuole o vedere le lucciole alla fine della primavera se la Caffarella di notte è chiusa al pubblico? Come potranno muoversi gli animali selvatici, che utilizzavano il parco come corridoio ecologico dai Castelli al centro di Roma, se questa viene chiusa anche lungo il suo perimetro? Il Parco non si difende con le recinzioni o le chiusure notturne, ma, al contrario, proprio investendo in una maggiore fruizione. Attività sportive, visite guidate, giochi per i bambini, aree cani e soprattutto l’ agricoltura in Caffarella così come previsto dal Piano di Utilizzazione. Se poi si vogliono i controlli, si utilizzino i carabinieri o la polizia a cavallo, così come è accaduto gratuitamente in passato: è molto più bello vedere un bambino accarezzare un cavallo delle forze dell’ ordine che ingabbiato dietro un’ orrenda rete di recinzione. Rossana De Stefani Presidente associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella
PARCO DELLA CAFFARELLA «Una recinzione inutile» Non so a chi è venuta l’ insana idea di impiantare una lunga recinzione che non porta da nessuna parte nel mezzo del bellissimo Parco della Caffarella. Mancano solo le torri di guardia per farla sembrare il perimetro di un campo di concentramento. E chissà quanti alberi sono stati abbattuti per ricavare i robusti tronchi di sostegno. Non sapendo come utilizzare il materiale, in un punto la recinzione è impiantata in doppia fila! Si parla di tantissimi soldi spesi, l’ Ente parco che dice ai tanti residenti arrabbiati che utilizzano e amano il parco? I soldi (forniti da chi?) potevano essere spesi in mille altri modi migliori. Rosalind Oliver
Da: homo_caffarellensis su 25 novembre 2011
alle 8:05 am
Una recinzione orribile e costosa rovina il parco della Caffarella
La Repubblica 10 dicembre 2011 — pagina 1 sezione: ROMA
Da alcuni giorni è stata completata una recinzione in rete metallicae pali di castagno che ha trasformato i cinque ettari dell’ area antistante l’ ingresso al parco della Caffarella in un grande pollaio. La recinzione deturpa a tal punto questo parco che a qualcuno ha ricordato le foto dei campi di sterminio. Il costo di questo obbrobrioa carico dei contribuenti è stato di 200.000 euro. Soldi che si sarebbero potuti spendere meglio. Rossana De Stefani
Da: homo_caffarellensis su 13 dicembre 2011
alle 12:31 pm
[...] RECINZIONI VALLE DELLA CAFFARELLA: IL PARCO RISPONDE ALLE DOMANDE DEI CITTADINI [...]
Da: RECINZIONI VALLE DELLA CAFFARELLA: IL PARCO RISPONDE ALLE DOMANDE DEI CITTADINI « Cani della Caffarella su 16 dicembre 2011
alle 8:01 am